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9 maggio 2021, Festa dell’Europa

EuropaNow! con European Democracy Lab e European Balcony Project

“Déjeunons sur l’herbe”

Mandateci una foto del vostro picnic paneuropeo! (Manet ci perdonerà)

Trasformiamo la festa dell’Europa nella festa degli europei

In occasione del 9 maggio, giorno del 71esimo anniversario della dichiarazione Schuman che inaugurò l’avventura comunitaria, ritroviamoci in parchi, boschi, prati per dei picnic paneuropei.

È venuta l’ora per la società civile di mobilitarsi per far sentire e far vedere il suo attaccamento ai valori fondanti dell’Europa, nata per superare le tragedie e i totalitarismi del ‘900, e per ribadire la volontà di cambiarla profondamente in un’Unione più sociale e democratica. Quest’anno la Festa dell’Europa riveste un significato particolare, con la pandemia che ha reso ancor più necessaria la solidarietà europea e per l’avvio, proprio il 9 maggio, della Conferenza sul futuro dell’Europa, aperta al contributo di tutti.

Da Roma a Parigi, Londra o Berlino, ovunque, diamoci appuntamento per un “déjeuner sur l’herbe” ispirandoci al picnic paneuropeo di Sopron perché ci dimostra che quando la società civile si mette in moto, può cambiare il corso della storia. Nell’agosto dell’89 attivisti ungheresi e austriaci si ritrovarono sui prati al confine tra i due Paesi e furono raggiunti da migliaia di cittadini tedeschi della DDR, che decisero di varcare la frontiera militarizzata, aprendo la strada alla caduta della cortina di ferro.

Oggi, mentre ancora incombono le nuvole nere del nazionalismo che hanno di recente portato alla Brexit, occorre spingere per una profonda trasformazione della nostra Europa, per aprire l’orizzonte di una nuova Unione, fondata sull’uguaglianza dei diritti di tutte le cittadine e cittadini, che possa nel futuro tradursi in una Repubblica federale europea.

Nel rispetto delle norme anti-covid, celebriamo quindi la festa del 9 maggio con un picnic e i colori dell’Europa (una bandiera o qualsiasi altro simbolo), e facciamo girare le immagini dei nostri déjeuner con l’hashtag:

#europeanpicnic  –  #picniceuropeo  –  #piqueniqueeuropeen

È ora di trasformare la Giornata dell’Europa nella festa degli Europei

“Non abbiamo fatto l’Europa e abbiamo avuto la guerra”. È con questo ricordo-monito che Robert Schuman il 9 maggio 1950 inaugurò l’avventura comunitaria. Settantuno anni dopo, ci sono ben tre motivi per celebrare l’anniversario di questa dichiarazione del ministro degli Affari Esteri francese, fatta appena cinque anni dopo la fine del conflitto mondiale e scelta, nel 1985, per celebrare la Giornata dell’Europa.


In risposta alla pandemia, i Ventisette hanno lanciato il Next Generation Ue, che dovrà ridare slancio all’economia continentale e che apre, con la prospettiva di un debito comune, una nuova fase di concreta solidarietà tra i membri. Da oggi parte anche la Conferenza sul Futuro dell’Europa dove tutti i cittadini sono invitati a discutere e esprimere quali sono le loro attese verso l’Unione. Non sono pochi i dubbi sul concreto risultato di questa consultazione. Senza una profonda riforma dei trattati, l’Europa rimarrà in mano ai vari governi nazionali attraverso il Consiglio europeo, dove le decisioni più essenziali (in particolare sulla fiscalità) debbono essere prese all’unanimità. Rimane il fatto che per la prima volta la società civile è invitata a dibattere, proporre modifiche, farsi sentire: è perciò un occasione unica da sfruttare.


Il terzo motivo per cui la festa dell’Europa 2021 riveste un significato particolare risiede nel ricordo del “Manifesto per un’Europa libera e unita” scritto esattamente 80 anni fa a Ventotene. Mentre il nazifascismo imperversava su tutto il continente e sembrava inarrestabile, i confinati Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni immaginavano il futuro di un’Europa in pace, unita, federale e solidale. È con questo spirito che l’associazione EuropaNow! già dall’8 maggio, giorno in cui nel ’45 finì la seconda guerra mondiale, ha steso sulla facciata di Palazzo d’Accursio una bandiera europea lunga oltre 50 metri e alta due, per celebrare i valori fondanti dell’Unione e rilanciare il progetto comune di un’Europa più solidale, unita e democratica. Il lungo drappo stellato è stato realizzato cucendo insieme circa 150 bandiere europee, nello spirito di Jean Monnet che dichiarò “non coalizziamo gli Stati, uniamo gli uomini”.


E dobbiamo sempre ricordarci che l’Ue è stata fondata sulla volontà di cooperare per superare le tragedie del ’900 e i totalitarismi. Spesso può apparire come un motto retorico. Eppure basterebbe dare uno sguardo al di là delle frontiere dell″UE. Dalla Bielorussia al Nord Africa, dalla Turchia di Erdogan alla Russia di Putin, all’Ucraina dove si contano dal 2014 circa 14.000 morti: quasi ovunque assistiamo a conflitti o all’affermazione di regimi autoritari. Senza dimenticare che la Brexit ha riacceso anche le violenze in Irlanda e addirittura tensioni, con il dispiegamento di navi militari francesi e britanniche al largo dell’isola di Jersey.


Di fronte alle nuvole nere del sovranismo, che non sono mai scomparse, è ora che la società civile si mobiliti anche per trasformare la Giornata dell’Europa anche nella festa degli Europei.


Eric Jozsef, co-fondatore di EuropaNow!
(pubblicato da Huffington Post Italia, 9 maggio 2021)